Non mi linciate, ma a me Guardia del corpo piacque. Avevo 12 anni, chiesi ai miei amici che significava che il maniaco si fosse masturbato sul letto di Whitney, e mi arrivò una gomitata nei reni da uno che, a giudicare dalla potenza dell’avambraccio, lo sapeva bene. A parte l’incidente, il film mi piacque.

Spesso i brutti film m’insegnano molto più degli altri, perché nella loro mancanza di fantasia citano quelli belli, o i classici della letteratura. E poi i fatti sempre quelli sono, come nel riassunto de I promessi sposi del mio prof. d’italiano: “Isso vuleva a essa, essa vuleva a isso, e alla fine si ebbero”.

Guardia del corpo ti piazza due frasi capolavoro, e la più bella la dice proprio la buonanima di Whitney. Parafrasando: hai mai fatto qualcosa che non avesse nessun senso, da nessuna parte, tranne che dentro di te, nel tuo stomaco magari?

Hai voglia, le rispondo troppo tardi. Io che nella mia follia ho una logica ferrea che non ho mai infranto (per questo sarò folle).

Ma capita spesso, di fare cose senza senso.

Lavorare gratis a qualcosa che ti piace. Lo fate in tanti, ultimamente, in Italia.

Sopportare coinquilini che ti sfascino la casa.

Sciropparti una serata che puoi evitare con un sms.

E poi scappare anche quando non c’è pericolo. Anche dalla realtà.

Tempo dopo ci chiediamo che diavolo pensavamo di fare. Ma allora non ricordiamo come ci sentivamo. Il nostro stomaco avrà digerito il segreto che lo teneva sull’orlo dell’ulcera, e se lo porterà nella tomba. Per cui non ci tieniamo proprio a conoscerlo a breve termine.

Ma abbiamo perso qualcosa. So che è controindicato citare più di un classico alla volta, ma ricordate la Fata Turchina, quando Pinocchio diventa un bambino vero? “Era proprio un bel burattino”. Sì, ma adesso è una palla, e secondo qualche barzelletta sporca anche la fata sarebbe d’accordo.

Ora sto facendo una cosa senza senso. Non importa quale, pensate alle vostre.

So che gli stomaci non reggono a lungo alla mancanza di senso, e prima o poi la ragione o una bella mazzata mi riporteranno alla realtà. Ma intanto…

Il bello è quando interviene la Provvidenza, per tornare ai Promessi Sposi, che invece di farsi i fatti suoi ti risolve il problema. Mettete che l’azienda per cui lavorate gratis riceve una visita della Finanza. Troppa grazia, Sant’Antonio. Ma farcene una quando gliela chiediamo, no?

No. Dobbiamo proprio accorgerci che non sono le circostanze, siamo noi. Immobili come stoccafissi, senza il coraggio di licenziarci, di finire una storia, di traslocare, insomma, di risolvere la questione. Senza il coraggio di provare a star bene.

 Purtroppo, senza senso un po’ si sta bene. È come quando capiamo di non dormire più ma non siamo ancora del tutto svegli, e vogliamo goderci ancora un po’ i sogni, il tepore, ancora un po’, per favore …

Ecco, io sono proprio lì. So che sarà meglio uscirne, ma quando l’avrò fatto un po’ mi mancherà, a me e al mio stomaco.

Mi mancherà la terra tra il sonno e la veglia. E no, stavolta non ho citato Peter Pan, ma Hook – Capitan Uncino. Quello non mi è piaciuto granché.