Questa la capiranno le donne. Tutte quelle con un profilo fb che almeno una volta nella vita si sono ritrovate un perfetto sconosciuto che chiede loro l’amicizia. Leggendo per la prima volta degli antichi messaggi, ignorati per motivi non pervenuti, mi sorprendo, e non dovrei, della fauna virtuale, dagli inglesi che ti chiedono l’amicizia perché il tuo profilo è “interessante” (e tu cerchi di ricordare se nella foto dell’epoca avevi il push-up), passando per il tizio che ti manda “un saluto da Barcellona” perché ancora non ha capito (per fortuna) che magari siete vicini di casa.

È sicuramente mio vicino un personaggio che entrerà negli Annali come il pasticciere pakistano. Mi aveva già mandato un SMS a Natale, tra la quinta e la sesta portata, augurando a me buone feste e ai miei di trovarsi in buona salute. Quindi mi chiedeva se volessi una torta natalizia. La stravagante proposta non era stata ripetuta, ma sapendo che i paki del Raval risalgono a qualsiasi numero meglio degli agenti della CIA (accostamento improbabile), mi chiedevo solo quale cellulare avesse sequestrato, questo qua, dei 2 o 3 che per vari motivi avessero il mio numero in memoria.

Il mistero era stato risolto da una commovente chiamata del mio ex. Che mi avvertiva nel suo spagnolo creativo di fare attenzione a quest’energumeno, a suo dire ipocrita e doppiogiochista. Non mi sorprese: fin dai primi contatti notavo che i miei vicini o si criticavano tra loro, o mi pregavano di non dire a nessuno delle loro chiamate, salvo dichiarare che ero una zoccola vedendo che queste non sortivano l’effetto sperato. Con le tariffe in circolazione oggi…!

Come il figlio di un bacchettone che non voleva che mi si rivolgesse la parola, nel palazzo: ligio ai dettami paterni mi chiamò alle 2 di notte, informandomi di star giù al portone ad aspettare turiste ubriache (come lui, supposi), poi millantò le sue doti amatorie, vantando 7 trabajos a notte per fanciulla (senza specificare in quale sistema numerico). Infine mi dichiarò il suo amore, che mi avrebbe dimostrato praticamente se gli avessi “aperto la porta”. Il mio sdegno dovette stupirlo molto, perché mesi dopo dichiarò all’amico con cui ormai uscivo che non ero una buena persona (“sorridevo troppo”, gli fece eco un altro che chiamava tardi). Mi domando se sua moglie, che intanto stava in Kashmir ad accudire il figlioletto di qualche mese, non si sarebbe stupita altrettanto.

Adesso toccava al mio ex mettermi in guardia dalla nuova vittima di Cupido. Dopo avergli dato, evidentemente, il mio numero o il contatto fb. Forse non poteva rifiutare un favore a un “fratello”, ma non voleva diventare lo zimbello di tutti, sua somma preoccupazione, se ci avessero visti insieme. A volte il Raval sembra un paesone di Napoli Nord.

La cosa finì lì, come per altri episodi del genere. Finché ieri, spulciando tra questi messaggi dimenticati, mi sono accorta di tutto: il pasticciere, giacché era questo il suo mestiere, mi aveva scritto diverse volte, in buon inglese, offrendomi anche varie foto delle sue creazioni dolciarie, perché scegliessi con tutta calma quale volessi. Era un pegno della sua intenzione di avermi come “amica, o compagna di vita”. Sospettavo da tempo che l’urdu non fosse prodigo di sfumature tra “perfetta sconosciuta” e “moglie”.

Comunque i dolci sono magnifici. Deve pensarlo anche George Bush sr, perché in una foto si trova lui in persona, immortalato al suo fianco insieme alla moglie Barbara e un’enorme torta con un’aquila americana. A me invece veniva suggerito, più modestamente, un tiramisù.

L’ultimo messaggio annunciava che mi aveva vista con un cappotto rosso (che non possiedo) e mi stava molto bene. Si rammaricava ancora che non rispondessi, credo che non possa concepire che a una donna non piacciano i dolci. O che una bionda che vive sola non sia propensa ad aprirti la porta (per usare la metafora del compaesano – padre di famiglia) per un tiramisù. Dopo tutto, quello del negozio di fronte mi aveva offerto solo un pacco di sale.

Quanto a dolcezza, però, gli italiani sono sempre in pole, come il fiorentino che, scopro ora, dopo un mio intervento in un gruppo particolarmente frivolo di italiani a Barcellona, mi riserva ben 5 messaggi, annunciandomi che a giudicare dall’ovale sono simpatica e disponibile. Tre messaggi dopo rinnega ogni speculazione lombrosiana di fronte al mio ostinato silenzio. E dichiara infine, sdegnosamente, che ormai la mia risposta non gli interessa più.

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