… che vivo nell’unico quartiere di Barcellona centro in cui sembrano fregarsene qualcosa della nazionale spagnola!

È tutto uno scoppio di petardi, un suono di trummettelle e addirittura un crepitare di bottiglie sulle saracinesce. I paki multali per non aver messo i nomi della frutta in catalano, chiamali moros, fagli un po’ quello che ti pare, ma la Roja non si toca.

Spiegatemi mo’ come faccio a dormire con questo strazio fuori al balcone. Quasi quasi gli svuoto addosso la wok-portafiori con tutta l’acqua piovuta oggi mischiata alla ruggine!

Meno male che durante la partita ci sono stati momenti divertenti che hanno compensato un po’:

– Il condizionatore del No Sweat che senza tanti complimenti si è messo a gocciolare per solidarietà con l’acquazzone di fuori.

– Isabel che faceva l’infiltrata in incognito, godendo in segreto a ogni goal per poi affermare “Ci voleva l’Italia perché tifassi per la Spagna“.

– Noi che dal terzo goal in poi esultavamo a prescindere, escogitando piani per evitare di uscire di casa domattina.

– I ragazzi al mio fianco che minacciavano le seguenti vendette:
a) se non si segna dall’82simo cominciare a spezzare braccine (sportivi innanzitutto)
b) mentre gli spagnoli festeggiano a Canaletes, farsi consolare dalle fidanzate rimaste a casa (hai voluto vedere la partita con gli italiani? e mo’ pedala)
c) dare addosso al bastardissimo spagnolo NON in incognito che quando leggevano il risultato ripeteva “ITALIA… ZERO!” tutto entusiasta.

– Il gestore del bar, italiano, che a un certo punto ha levato l’audio dei due esagitatissimi cronisti di Tele5, che cominciavano a ringraziare i giocatori a 10 minuti dalla fine.

– La constatazione che oh, il mio amato Silvolo, l’ottavo nano, prima mi segna per primo, poi se ne va prima, che manco lo posso ammirare un altro po’, e in compenso non se lo filerà nessuna in quanto a bellezza (il che in fondo, se viene a Barcellona, potrebbe risultarmi propizio verso la quinta copa… Pere ‘e palummo, lo faccio venire apposta).

E dopo la partita, flagellarsi con l’ombrello e meditare suicidi creativi con Isabel “disposta a farmi da messaggera postuma, vestita con un cappuccio nero”.

Insomma, quest’anno è andata così. Due passi avanti e uno indietro.  Pure l’amore per il calcio inaugurato col Gamper. Meno male che dopo il 5 a 0 di Barça-Napoli (Isabel chiedeva pure “a favore di chi?”) posso sopportare qualsiasi cosa, anzi, è da lì che è nata la mia inedita passione calcistica! E poi che strano, il mondo ibrido in cui mi muovo, ero fiera della Spagna mentre soffrivo per l’ennesima maglia azzurra in difficoltà.

Domani qualche compagno di corso meno ultracatalanista mi saluterà sventagliando quattro dita, e il manager del colloquio di venerdì mi chiamerà: “No, niente, sei scartata, ti chiamavo per sfotterti un po’!”. E stasera qualcuno festeggerà in buona compagnia e io andrò a letto con la camicia color Big Babol detta anche “la tomba dell’amore”.

Tutt’è ammetterlo, non fare le vittime se non per scucire claras ai vincitori, e prepararsi per la prossima volta.

Perché la prossima volta m’impossesso del telecomando del bar: il commento quei due pazzi lo facessero al principe
Felipe
! O a Rajoy, salutato con un intraducibile steveme scarze.

Ovviamente, mentre cerco immagini di Silva su google, la prima voce che mi esce è “David Silva y su novia”. Adda veni’ BUffone…!

(commento a caldo di una pop star nostrana)

(due che hanno appena vinto gli europei)