(attenzione, articolo ad alto contenuto Stugots)

Avete presente quando vi svegliate e capite che non è cosa?

Prima di tutto mi sono alzata alle 7 per poi ricordarmi che era sabato, e dormire fino alle 11.

Risultato? Mal di testa e buon umore: a un certo punto faccio a pezzetti un ciondolo staccatosi dal laccetto. Meno male che valeva 3 euro.

Il latte freschissimo e costoso che ieri era diventato panna oggi è proprio yogurt.

Lo apro pure, eh, il documento che sto traducendo, ma capisco che oggi Vasari non si sopporta e la butto sul fitness (oh yeah).

In palestra almeno tutto liscio. Addirittura trovo il vogatore libero e la tizia alla macchina degli adduttori si alza in tempo perché non le secci (“maledica”) tutta la famiglia.

Il problema inizia a casa quando scopro le formiche in bagno. Un esercito. Ora, io ho scatenato liti familiari per risparmiare uno sciame di api, figurati se ammazzo le formiche.

Che fare?

A proposito di problemi, almeno lavoriamo su quelli “emozionali”. Mi hanno prestato un libro serio, di una vera terapeuta (non una santona a 30 euro a volume) pieno di esercizi. Pure quella che me l’ha prestato, dice non puoi passare la vita a rimandare i problemi che ti bloccano (vedi articolo precedente).

E perché no?, mi chiedo.

Ok, ok. Prendo il quaderno e traccio 3 linee, tipo nomi cose e città: “scherzi della sorte”, “minchiate che ho fatto io”, “possibili soluzioni”.

Ce la posso fare!

10 minuti dopo piove sul foglio, piange il telefono ed è l’esatto momento che sceglie il mio miglior amico per avvisarmi via SMS che è collegato alla chat.

La brutta giornata comincia anche per lui, penso con un sorriso sadico.

Mezz’ora e varie imprecazioni dopo, mi convince a uscire “a prendere aria”.

Bene, ho un’oretta prima di andare alla festa di stasera.
Sono un po’ tesa, penso guardando le vetrine, ci saranno tanti “italiani di Barcellona” e come disse una volta un’amica di qua: “Non ho mai conosciuto un popolo così estremo, o siete bestie o radical-chic. Noi però non riusciamo a essere nemmeno quello”.

Dimenticava i punkabbestia, penso entrando alla Fnac. Solo per un’occhiata, eh, niente acquisti. Stavolta proprio no.

Mezz’ora dopo esco con The Mill on the Floss, e Purge, amena storia di prostituzione e violenza nelle foreste post-sovietiche.

Andiamo alla festa, va’.

È nel barrio dell’Eixample.

Io l’adoro, l’Eixample.

Le stesse quattro strade per chilometri, negozi chiusi entro le 8, come fossi al paese, percentuale di stranieri nettamente inferiore rispetto al centro. Certa gente preferisce vivere in un posto in cui i vicini NON ti salutino nella tua stessa lingua.

Soprattutto, mi ci raccapezzo benissimo. Infatti finisco a Plaça Espanya.

Ok, per come vanno le cose, meglio prendere la metro.

Arrivo a destinazione con una trista busta piena di patatine, per scoprire che la festeggiata è uscita. E ha messo la segreteria al cellulare.

Finalmente un amico comune risponde al telefono.

– La festa è rimandata, Maria, non lo sapevi?
– Non ho la sfera di cristallo.
– Io l’ho saputo per caso. Ero a un compleanno.

Il primo di una bambina a cui fa da baby-sitter.
È commovente, quando parla di lei. Dovevo andare a una festa e mi ritrovo nell’Eixample a cantare al cellulare Era una casa molto carina.

Ecco, appunto, di corsa a casa prima di fare altri danni.

Ma mi fermano due italiani, un uomo e una donna:

– Scusa, questo è il Gaixample?
– Be’, sì, lo chiamano anche così.
– Qual è la zona più gay?
– Uhm, non so, immagino questa, calle Aribau, magari un po’ più avanti, e le parallele…
– Sai dov’è l’Eterna?
– Mi spiace, non frequento…

Lui sembra decisamente deluso dalla scena gay barcellonese.

Io torno finalmente al mio Raval. Fuori alla rosticceria filippina un giovinastro a torso nudo, t-shirt gettata sulle spalle e cappellino da paninaro, sputa. Poi, non contento, sputa ancora. Casa dolce casa.

Decido di consolarmi con un curry.

Speriamo che non mi serva ancora quello che mi odia.

No, il piatto me lo fa quello simpatico!

Ah, me lo incarta quello che mi odia.

– 4.50.

Por favor è un optional. Gli do 5 euro. Mi getta i 50 centesimi sul bancone. Qui te li danno in mano, ma si vede che Allah non vuole.

No, decisamente stasera non vuole.

Per la gioia di chi crede che tutti i sabati a Barcellona siano fiesta fiesta.

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