Foto di Stefano Buonamici http://buonamici.photoshelter.com/

– Scusa…

Alzo gli occhi dal libro.

Un tizio occhialuto e magro mi copre le onde della Barceloneta.

– No, è che eri così immersa nella lettura che dovevo disturbarti!

Un’esperienza quasi ventennale in posteggia (da me gli idioti so’ precoci) e so solo sorridere a denti stretti:

– Ah, be’, grazie del pensiero!

Non se ne va.

– Sembra che ti piaccia il viola

Mi passo una mano tra il vestito viola e la borsa in tinta, sbattendo gli occhi bistrati di viola.

– Pare di sì.

Allora la butta sul sociale:

– Passeggiavo e mi chiedevo cosa fosse successo, alla spiaggia. Sembra il festival dell’immondizia!

L’argomento giusto con una di Napoli. Alla fine riesco a dire:

– Buona passeggiata, allora!

Perfino il mio alunno di posteggia è meglio. Quando sono entrata nel panificio dopo 12 giorni di assenza ha detto:

– Italiana bellisima, come stai?
– Male, fa caldo!
– Se lo dici tu…
– E tu come stai?
– Fa caldo!
– Ah, adesso lo senti?
– Sì, perché sei entrata tu!

Si vede che non si allena da un po’. È pure smunto, sarà stato il Ramadan. Meno male che adesso è finito e il venerdì si mangia di nuovo cous cous. Giovedì, invece, paella.

Insomma, rieccomi a Barcellona.

L’amaca era ancora lì, sembrava rinchiusa su se stessa per sfidare il vento.

Ho guardato il clásico (Barça-Real) a la Xaica, adesso Bastió Blaugrana, e vi sconsiglio il nuovo piano per le partite: razioni piccole, poca scelta (fatevi portare il menù del piano di sopra) e uno schermo per tavolo è un po’ alienante. Meno male che abbiamo “portato a casa il risultato” , coi giocatori che si sono risvegliati come marionette al primo goal di Ronaldo.

Poi la coppia napolucana mi ha aggiornato sulle novità.

Una collega francese di lei è stata sospesa al lavoro insieme a un tecnico della manutenzione. Sesso orale in bagno a porta aperta.

Un’altra che vive nel Raval, come me, si è ritrovata un incendio al piano di sotto, dove vivevano 18 pakistani. Intossicati ma salvi.

18. E noi ci lamentiamo…

No, scusate, discussioni oziose da Barcellona senza.

L’amica comune parla spesso di lui, ma soprattutto della ragazza. Quando sentiamo una canzone unz tunz dice “oh, questa a lei piacerebbe tantissimo!”. Pure ieri, alla festa di Sants, tra le decorazioni ispirate a Hello Kitty: “Oh, vorrei che fosse qui con noi, lei adora Hello Kitty!”.

Sono cose che fanno bene al cuore.

Ma la festa di Sants è carina. Stanotte torniamo per i correfocs, che l’amica catalana, come tutte qua, li adora. Le ricordano l’infanzia. Noi che abbiamo avuto un’infanzia altrove non siamo altrettanto entusiasti, ma mi piacerà giocare tra le scintille.

Un’ultima considerazione oziosa: qui, l’ho già detto, si va per feste. C’è la disoccupazione, l’alienazione, l’amicizia usa e getta che dura un’estate. Ma poi ci sono le feste di quartiere, i concerti gratis, i cinema all’aperto.

Le feste mettono gioia e tristezza insieme.

Per adesso ci prendiamo la gioia.

(il momento più alto della festa di Sants. Passata subito dopo l’originale)

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