madamebutterflyAvvertenza: lungi da me affermare che ‘e guaje gruosse, i problemi gravi, ce li procuriamo da soli. Le malattie non sempre sono dovute allo “stile di vita”, checché ne dicano i ministri che dovrebbero aiutare ad arginarle. E, come si dice in inglese, shit happens.

Quello che ho scoperto è che, tolti i guai veri, la maggior parte dei miei “grandi problemi” sono delusioni. Sono rimasta delusa da persone che non erano come mi aspettassi, da eventi che non sono andati come avrei voluto, da situazioni in cui ho agito con meno efficacia di quanto credessi.

Non notate niente di strano, in quest’ammissione? Io sì: la maggior parte dei miei problemi è legata a false aspettative.

Quindi me li sono creati da sola, aspettandomi cose che poi, per colpa mia o di qualcun altro o del destino (cioè, del corso che hanno preso gli eventi) non si sono realizzate.

E scoprire che i problemi più gravi me li sono creati io non è stata una bella cosa.

Attenzione, però, qua siamo in un terreno minato, perché scatta il “non aspettarti nulla” di guru paraculi e zie rassegnate.

Il discorso non è bersi l’ “accettami così come sono, altrimenti non mi ami” (detto da uno che magari è inaffidabile e infedele).

E abbiamo più di una buona ragione per essere incazzati, se alla fine di un dottorato brillante veniamo parcheggiati, perché non ci sono posti neanche per quelli già interni all’università.

No, ne abbiamo parlato altrove. Le false aspettative, per me, ce le creiamo quando ci facciamo un quadro della situazione e chiamiamo fallimento tutto quanto non vi entri. Senza tenere in conto quei fattori che non dipendono da noi.

È una cosa pericolosa soprattutto quando ci impedisce di capire cosa stia succedendo nella realtà, perché rientra in quello che non vogliamo vedere.

E allora, non vogliamo vedere che sto ragazzo molto bello con cui siamo andati a prenderci un caffè ha fatto una battuta poco lusinghiera su una causa politica che ci sta molto a cuore. Se continuiamo a vederci può diventare motivo di scherzi, o un forte fattore di conflitto. Intanto, che ne dite di notare il particolare? Oppure, il tecnico che ci offre il prezzo più basso per farci i lavori in casa non risponde al cellulare due volte su tre. Ok, è economico, ma meglio smettere di giustificarlo prima che si volatilizzi a soldi intascati, guardandosi bene dal rilasciarci i dovuti certificati (basato su una storia vera).

Insomma, da brava ansiosa so quanto sia importante avere un quadro più o meno fedele della situazione, di qualsiasi situazione. Ma la soluzione non è crearmi una vita a mia immagine per non dovermi mai accorgere delle cose che non vanno.

Senza che sfioriate la mia follia, può succedere lo stesso anche a voi, se come me cercate il giusto equilibrio. Se pretendete ciò che vi spetta di diritto (educazione e rispetto, specie se li date voi). Se non pretendete ciò che non date (se siete ambigui difficilmente vi si risponderà con sincerità, no?). Se non pretendete che le cose succedano solo perché volete così (non possiamo costringere nessuno ad amarci o a essere diverso da quello che è, possiamo chiedere rispetto e coerenza).

Allora, quando avremo riconosciuto tutto questo che perdevamo tempo a negare, i problemi piccoli e grandi che ci nascondevano la nostra paura del fallimento, dell’abbandono, della vita, non ci servono più.

Una volta smascherata la paura che li provoca, non ci servono più. E alla fine noi umani siamo pratici, tendiamo a conservare solo le cose che ci servono.

A quel punto, non ci resta che vivere.

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