house-saleSì, lo so, ci sentiamo tutti un po’ bloccati. Specie con questo caldo.

Io, poi, ho ormai capito che per l’ennesima volta devo lasciare la casa in cui sto, che mi ha accolto splendidamente quando avevo bisogno di un rifugio, ma che ormai ha esaurito il suo compito e non può darmi nient’altro (invasioni di formiche a parte).

Ma al momento non posso andarmene, difficile trovare di meglio alle stesse condizioni, per le garanzie che posso dare.

Sono bloccata, dunque? A volte mi ci sento un po’, specie in uno spazio così angusto che per raccogliere un bicchiere faccio cadere quello pieno sul pc che scosto bruscamente, facendo quasi cadere il tavolino che urta il ventilatore che alla fiera mio padre comprò.

Ma bloccata no, ora so la differenza tra essere davvero paralizzati ed essere in attesa. A volte infatti abbiamo la possiblità di muoverci, ma non lo facciamo per paura. Altre volte, invece, non abbiamo grandi margini di manovra. Perché abbiamo seminato delle cose, idee, relazioni, progetti lavorativi, e in quel momento, con le nostre forze, non possiamo andare oltre. Dobbiamo solo aspettare.

Mi pare evidente che la nostra vita si giochi tra tre fattori: noi, gli altri e la sorte. Quando ci spingiamo il più avanti possibile, per le nostre forze, per avanzare sul serio dobbiamo aspettare che gli altri due fattori prendano una loro via.

Questo non è un blocco, proprio perché abbiamo agito fin dove ce lo permettevano le circostanze e sappiamo ciò che vogliamo fare: cambiare casa quando ne troveremo una a condizioni vantaggiose, cambiare paese quando saremo certi di poter fare bene altrove, cominciare una convivenza quando avremo ben chiari i nostri sentimenti o (ok, facciamo i prosaici) abbastanza soldi da accenderci un mutuo…

Lo so, quando siamo fermi è irritante a prescindere dal motivo. Che ce ne frega, se la nostra staticità sia un blocco o una momentanea impotenza? Ci importa forse se il nostro raffreddore sia influenza o allergia? Ci paralizza uguale! Ma, nella staticità come nel raffreddamento, quando cominceremo a star meglio vedrete che nella causa, e quindi nei rimedi da adottare, risiede tutta la differenza del mondo.

Perché non c’è niente di peggio che muoversi come trottole quando non vogliamo accorgerci che in realtà stiamo fermi.

Non ci credete? Ne riparliamo tra qualche giorno.

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