cangrejos Passeggiando vicino casa, ho scoperto che un ristorante a me noto esibisce un numero notevole di granchi, in un acquario installato da poco all’ingresso.

Ho scattato la foto che vedete e l’ho pubblicata su una pagina di vegetariani e vegani a Barcellona: volevo sapere se il rapporto tra dimensioni della vasca e numero occupanti fosse legale e sapevo di rivolgermi a persone interessate a tali questioni.

Nell’intento di aiutarmi, un utente ha rigirato la mia domanda a un gruppo che definisco impropriamente “generalista”, uno di quelli cioè che uniscono la gente in base non a interessi comuni o affinità specifiche, ma a parametri più casuali come la loro provenienza geografica, o la città di residenza (e la pagina in questione unisce entrambi).

Volevo condividere con voi i risultati di questo sondaggio. Non perché pretenda che vi stia a cuore la sorte dei granchi schiaffati negli acquari barcellonesi (anche se lo auspicherei), ma perché temo che qualsiasi questione vagamente specifica di vostro interesse godrebbe di un’accoglienza simile.

C’è gente che ha scritto unicamente per ironizzare. E di questi, lo so, è pieno il web. Messaggio di fondo? Che i problemi sono BEN ALTRI. Non ho controllato se i commentatori di questo genere fossero già iscritti all’evento in solidarietà con i terremotati, con oltre 500 interessati e 200 partecipanti, che ho contribuito a organizzare. Spero di sì.

Qualcuno scriveva roba tipo “E allora i passeggeri stipati in metro?”, qualcun altro “E le sardine?”. Roba che Vanessa Incontrada medita di tornare a Barcellona per aprire la succursale di Zelig.

Ci sono stati poi quelli pratici, per la serie “tanto anna muri’ “. Premetto che la gente non dev’essere vegetariana per pretendere un trattamento etico per gli animali. Anche perché ci sono leggi, contraddittorie quanto si vuole, che lo garantiscono fino alla macellazione. Ci sono campagne a cui aderiscono anche non animalisti.

Ma è una considerazione che non sembra tangere i commentatori, anche fuori dal gruppo. Il più arguto consolava un membro appena bannato ponendogli come esempio il mio post (pazienza se, come si diceva, non fosse davvero “mio” ma una condivisione), e ironizzava su quest’ “anima pia” preoccupata per granchi che “nel giro di due minuti” sarebbero stati cotti e mangiati.

Un’altra più lungimirante ha previsto, per la cottura, due giorni.

Questa è stata la parte che mi ha lasciata più perplessa: il curioso cocktail di disinformazione, unita alla pretesa di parlare lo stesso.

Ora, io so di non sapere. Sospetto, ed è un’illazione, che i granchi siano destinati soprattutto a una più rara clientela cinese, e che comunque la polpa in scatola usata in dosi omeopatiche risulti più economica e salvaguardi l’acquario come attrazione del locale.

Ma appunto sospetto, ipotizzo, dubito. Le persone che commentavano erano invece SICURE di quello che dicessero, basandosi su informazioni nulle.

Insomma, so di aver fatto la scoperta dell’acqua calda, ma non avevo mai avuto l’occasione di verificare: appellandosi involontariamente al “grande pubblico” (il gruppo ha circa 16.500 iscritti) si ottiene spesso un chiacchiericcio inutile, con qualche occasionale informazione interessante.

Io non ho avuto tanta fortuna: una sola domanda, decontestualizzata, ha ricevuto decine di commenti ironici e benaltristi e nessuna, sottolineo nessuna, informazione utile.

Devo concludere postumamente con Umberto Eco che Internet ha il torto di dar voce ai cretini? No, quella posizione continua a sembrarmi un’evocazione di lesa maestà al diritto di parola degli intellettuali (quella del cretino che ha la stessa voce in capitolo di un Premio Nobel è grandiosa).

Il rischio di dare un microfono virtuale a tutti è anche questo, un inutile accumulo di opinioni al posto d’informazioni valide.

Ma quando finalmente mi sono rivolta al gruppo animalista più grande di Barcellona, non ci hanno messo niente (considerata la notte di mezzo) a indirizzarmi a un’associazione che potesse rispondermi.

Visto? Basta rivolgersi alla gente giusta.

Internet, sparando alla cieca, coglie anche quella.

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