Risultati immagini per sowing Torno a Barcellona con un po’ di ritardo e più tempo di quello che vorrei (il tempo libero è più gradito quando è una scelta) per fare bilanci.

Quelli in Italia sono stati giorni importanti, è stato bello parlare con persone che avevo un po’ perso di vista, nelle infinite peripezie che a distanza non avvengono quasi mai in sincrono, e che spesso si raccontano in differita.

Mi sono ritrovata davanti ad amici che ricordavo con 10 anni di meno e con caratteristiche che non hanno più, o che sono state smussate da esperienze uguali e contrarie alle mie, nonostante le due ore d’aereo di separazione.

In loro ho incontrato anche la me stessa di allora, quella che viveva in Italia e che si aspettavano di ritrovare solo un po’ invecchiata, per finire spiazzati o delusi o incuriositi da questa sconosciuta che si confonde con lo spagnolo, ma parla ‘n faccia nella lingua dei nonni. Dalla comodità del senno di poi ho rinfacciato due o tre errori anche a lei, a quella che sono stata.

Le ho insegnato infatti questa che vi sembrerà una banalità, ma che a me è costata cinque chili di peso e mezzo guardaroba: se t’impegni, magari non ottieni sempre quello che vuoi, ma ottieni spesso quello che dai.

Se presti ascolto e attenzione, sarà più facile che ne prestino a te, fosse anche per decidere che non la meriti.

Se offri sincerità, spesso l’altra persona si predispone a essere altrettanto sincera.

Non ti dirà “ti amo”, se non lo sente. Ma magari un “non ti amerò mai” è più atrocemente benefico che i “non lo so” che ti attiravi con la tua passata ambiguità.

Sta storia che “si semina ciò che si raccoglie” ci va spesso di  traverso, quando non raccogliamo quello che volevamo.

Però in nessun momento era stata quella, la questione. Al massimo, si sa, possiamo seminare bene e sperare in un tempo clemente.

E calmare l’ansia ricordandoci che: 1) ci abbiamo provato, 2) non è stata la paura a fermarci.

A volte è tutto quello che possiamo fare.

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