Risultati immagini per odi et amo Odi et amo non se l’è inventato Catullo per farci disperare alle interrogazioni: è una grande verità!

Mi viene da chiedermi, come questo delizioso vedovo di New York, se ciò che chiamiamo amore nella cultura popolare, nei romanzi e negli immaginari che accompagnano soprattutto la giovinezza, non sia soprattutto attrazione fisica: Romeo e Giulietta si sono amati da impazzire, come dice anche il signore del link (apritelo!), però non conoscevano i rispettivi gusti musicali e le letture preferite. Forse arrivare a questo stadio d’intimità è rilassante e distensivo come avere uno scheletro in casa.

E allora, meglio amarsi per tre giorni che ritrovarsi per anni a contendersi il bagno?

Per me no. La sfida è proprio arrivarci, al tubetto di dentifricio su cui litigare. Capire cosa perdiamo se alla fine ascoltiamo la parte di noi che vuole scappare il più lontano possibile dall’altro. Fosse anche per salutarlo con più consapevolezza.

Quest’idea di sapere quello che abbiamo, di non darlo per scontato, mi rimanda alla mia scassatissima macchina fotografica, in un cellulare che era già vecchio quando l’hanno fabbricato. Oltre a bruciarmi mezza batteria ogni volta che l’aziono, il congegnino ci mette trent’anni a mettere a fuoco. Ma quando il quadratino intermittente diventa verdognolo, come a dirmi “Scatta, scema!”, la foto viene perfetta. Magari esce bene solo la parte compresa nel quadratino, ma vuoi mettere.

Ecco, comincio a pensare sempre di più che l’amore sia soprattutto questo: la capacità di mettere a fuoco, di ricordare perché ciò che stiamo guardando è prezioso, in ogni momento. Specie in quelli che ci ricordano che non necessariamente è eterno.

E per questo ci vogliono tempo e pazienza: forse il momento più difficile da “inquadrare” è proprio quello iniziale, in cui il cocktail di adrenalina e aspettative ci fa vedere tutto sfuocato, offrendoci immagini spesso diverse da quelle che vedremo dopo.

Perciò è bello, e miracoloso, quasi, dotarsi della capacità di mettere a fuoco ciò che abbiamo davanti.

Ecco, dopo che ho scritto tutto questo, il mio cellulare scassato non lo cambio più.

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