Risultati immagini per mary poppin cleaning up In spagnolo e in catalano si dice “andare di culo” (“voy de culo”, “vaig de cul”) espressione emblematica di come ci sentiamo quando dovremmo stare già da cinque minuti nel posto in cui ci aspettano, o tra un minuto busseranno alla porta e casa nostra sembra quella post-tornado di Dorothy.

Non so voi ma, nonostante i miei amici siano abituati al mio proverbiale caos, quando tutto ciò mi succede entro in una pericolosa fase di apnea, di conseguenza non ragiono e, dulcis in fundo, scopro che le mie mani hanno perso ogni prensilità.

Ecco un assaggio di quello che un’imbranata come me, dunque, mette in atto per scongiurare disastri in corner.

  1. Prima di tutto… I movimenti giusti! Una volta ho ascoltato due persone in stazione parlare di un’amica che “non è che sia veloce, fa solo i movimenti giusti”. Mi si è aperto un mondo, l’ho preso come gioco: intanto che vado in cucina a prendermi la maionese, perché non mi porto dietro la tazzina vuota e la lavo pure? E già che ci sono, mentre passo in corridoio non posso fare una puntatina in credenza a prendere un asciugamani pulito per il bagno? Preso bene e in maniera non ossessiva diventa una sfida divertente, un’ottimizzazione di tempo e movimenti che mi permette di dedicare energie a quello che m’interessa davvero. E non avete idea di quanti minuti si risparmino!
  2. Metto il couscous nella vaporiera! No, davvero, avete cucinato meno del previsto? Avete veramente 15 minuti per mangiare? In vaporiera il couscous cuoce praticamente all’istante! Non fraintendetemi, di solito per prepararlo ci metto le tre ore della mamma del mio vecchio panettiere, ma quando il tempo stringe, signora Rashida, pensate a cosa chiamate pizza voi e lasciatemi sta’.
  3. Legumi secchi? Sì, anch’io mi scordo di metterli a bagno! Ok, se manca comunque qualche ora al pranzo li verso in acqua fredda, li porto a ebollizione per circa cinque minuti e poi spengo la fiamma, lasciandoli così almeno tre ore. Attenzione: cottura non ottimale, ma se il vostro pranzo dipendeva da quello, se po’ fa’.
  4. Buonanotte al secchio! A furia di cucinare per gli amici ci resta solo mezz’ora per rassettare? Prendiamo i secchi puliti e le bacinelle per i panni, riempiamoli di tutte le cianfrusaglie che non ci serviranno per la serata e dimentichiamoli per una notte in una stanza in cui entreremo solo noi. Di buono c’è anche che avremo tutta sta roba accumulata nello stesso posto, quando finalmente ci decideremo a metterla in ordine!
  5. Cocktail di candeggina! Siccome la mia incapacità cronica con le faccende domestiche sfiora la leggenda, mi sono sentita molto furba quando ho capito che a diluire acqua e candeggina direttamente in uno spruzzino risparmiavo tempo e soldi. Ideale per far sparire quelle macchie gialle in bagno e cucina che sembrano impronte aliene.
  6. Lavo il bagno con la doccia! Questo si può ribattezzare “metodo S. “, iniziale della coinquilina che mi ha inflitto questo sistema: questa folle saliva sulla vasca armata della manopola della doccia e irrorava l’intero bagno, mentre io nelle vicinanze raccoglievo l’acqua che cadeva. Ovviamente lo userei solo per le emergenze. Inoltre, spruzzando prima il composto di cui al punto 5, ci permette di restarcene almeno per qualche giorno lontani da scope e strofinacci.

A presto con un elenco di cose che faccio quando ho dieci nanosecondi per prepararmi a uscire.

Oh, se volete ritorno ai post seri!

Ah, mi pareva.

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