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Una “vecchissima” Sibilla Aleramo! :p

Non ve lo linko nemmeno: uno scrittore francese cinquantenne avrebbe dichiarato di non cercare la compagnia delle sue coetanee, perché gli sembrano “vecchie”. Davvero, stavolta non ho neanche cercato la dichiarazione originale: ho trovato un paio di testi ben più interessanti, scritti da un uomo e una donna, che liquidano come “infelice ma legittima” la dichiarazione del tizio, e come “maschiliste” le reazioni delle tante cinquantenni, a quanto vedo bianche e con un certo tenore di vita, che hanno postato foto dei loro fisicacci al grido di “Non sai cosa ti perdi!”.

Credo che questa notizia, che in altri momenti mi avrebbe lasciata indifferente, mi risuona in testa da giorni per una battuta che ho fatto a una manifestazione, sentendomi attratta da un cronista sopra la quarantina: “Ua’, per una volta che noto uno più grande… Dice che la devo smettere di farmi piacere i ragazzini!”. E poi mi sono chiesta: “Ma per quale motivo dovrei smettere?”. E come si cambiano i gusti estetici? Gli è che mi può attrarre un uomo in particolare, a prescindere da età e caratteristiche fisiche, ma il “fascino dell’uomo maturo” con me non funziona per niente: mi pare una leggenda (con un fondo di verità, come tutte le leggende) al servizio del genere con più potere d’acquisto (e infatti è stato ufficialmente esteso alle donne quando hanno aumentato un po’ il loro, o la crisi economica ci ha equiparati nella precarietà). Un uomo, come una donna, può piacermi con le sue rughe, o anche nonostante le rughe, ma non in virtù di quelle.

D’altronde, vorrei spezzare una lancia a favore delle donne che hanno “risposto” con foto sensuali a questo signore schizzinoso: da quando ho superato i 23 è stata una lunga sfilza di “Non li dimostri!”, come se all’alba del mio ventitreesimo compleanno dovessi diventare la Sibilla cumana. E invece, forse sono ancora in quell’età (o ci ero fino a poco fa) in cui chi non è stato proprio un fotomodello a venti, senza per questo essere un quadro di Picasso, può sembrare più affascinante che in passato, senza che sia cominciata la “decadenza”.

Ma quale decadenza, poi? Magari, noi che nasciamo con la fortuna di poter fare di queste considerazioni, dovremmo semplicemente smettere di basarci su un’idea obsoleta di cosa significhi avere “una certa età”, che non significa per forza ignorare la biologia.

Perché a me dispiace che un uomo si ammazzi di palestra, o una donna digiuni, per rispondere a certi standard, e per giunta a un’età che quegli stessi standard considerano “fuori tempo massimo”. Ma, se abbiamo la fortuna sfacciata di poterci prendere cura del nostro corpo, se ci piace profumarlo, nutrirlo bene piuttosto che molto o poco, non ci vedo nulla di male.

Se poi c’è una cosa che trovo molto poco femminista (ma il femminismo è ‘na sfoglia ‘e cepolla!) è questa contrapposizione “corpo-mente”, per cui, secondo chi critica le cinquantenni in posa, le donne avrebbero dovuto rispondere in coro: “Ma l’importante è essere belle dentro!”.

E no! Possiamo essere belle fuori, e belli fuori, senza ossessionarci.

E spero proprio che, esulando dalle generalizzazioni, il “mi piaci” non venga mai declinato in modalità “nonostante”, ma completato sempre con “… perché sei tu”. Che per fortuna, mi sembra, è ciò che accade il più delle volte.