Ricetta Insalata verde, ricetta di Via Carota - La Cucina Italiana
Da: https://www.lacucinaitaliana.it/ricetta/contorni/insalata-verde-ricetta-di-via-carota/

Per farvi capire. Ieri mattina alle sette il coinquilino uscente mi ha detto:

“Pensa te: la prossima volta che sentirai dei rumori in casa al mattino presto, sarà entrato un ladro!”.

Il coinquilino è uscente perché, si diceva, ha trovato un buon lavoro, e si è preso un appartamentino per sé, e io sono fiera di lui.

Dunque, torno a stare da sola, e sto pensando a un sacco di progetti per l’occasione! Non fraintendetemi, adoro tutte le persone che adoro (che sembra una frase di Maccio Capatonda), ma adoro soprattutto passare “tempo di qualità” con loro, invece che avercele semplicemente attorno mentre facciamo ciascuno i fatti propri.

Prima di tutto perché, come vi dicevo, da un po’ sto maturando una profonda diffidenza verso questa storia che sia naturale passare da una famiglia a un’altra: cioè da quella d’origine, che non ci scegliamo, a una che ci costruiamo noi. Sì, c’è di buono che questa seconda famiglia comincia a perdere i soliti contorni precisi e imposti dall’alto: comincia ad allargarsi o, al contrario, a farsi monoparentale, e la prole, quando figliare è un’opzione, diventa un po’ meno “obbligatoria” e più voluta. Però, siccome io schifo gli “almeno” e detesto gli “è già tanto”, direi: abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno, e diciamo che la stessa idea che stare da soli è brutto e indesiderabile ci priva di un’ulteriore possibilità. Ed è una possibilità che dovremmo considerare, anche solo per scartarla e decidere per conto nostro a chi accompagnarci.

Vabbè, ve la dico tutta: nel caso specifico dei miei affetti, e dei miei progetti in generale, ho imparato che non m’interessa tanto l’inizio, ma la fine. O meglio, la direzione che prende la cosa. È la stessa direzione (metaforica, in questo caso) che prende la mia insalata: in barba ai cliché sui vegani salutisti, la compro con scarsa convinzione, e con l’idea di renderla commestibile con una buona spruzzata di olio e limone… Poi ci trovo dentro un cimitero di insetti, o la lascio in frigo per giorni, e per non buttarla finisco per farci una salsa stile pesto, o addirittura per mettermi a cercare ricette di insalata cotta. E ne ho trovate un sacco!

Mi succede lo stesso con i rapporti di ogni tipo: nascono in un modo, e finiscono in… padella! No, dai, prendono un’altra direzione: inaspettata, magari, ma migliore per noi. La materia prima di solito cambia col tempo, ma con una nuova ricetta ad hoc riusciamo a mandarla giù con più facilità rispetto al piatto che avevamo in mente. Una relazione amorosa che è sorta in circostanze molto diverse da quelle in cui versiamo ora può diventare una bella amicizia (sempre che sentiamo che valga la pena di fare lo sforzo!) oppure può riprendere più in là. Succede anche alle amicizie!

Quindi, nella mia lunga e curiosa carriera di salvatrice d’insalate e di relazioni (una carriera costellata da terribili disastri, culinari e non) ho imparato che quello che nasce come un leggero piatto estivo può diventare pesantissimo se assaporato nel momento sbagliato, come l’insalata dopo le dieci di sera, oppure marcire prima ancora che ce ne accorgiamo. L’importante è apprendere l’arte di sapere quando c’è solo da strappare quella foglietta un po’ annerita, e quando è venuta l’ora di buttare tutto nell’immondizia!

Per il momento non si butta niente, né dell’insalata né del… coinquilino, che andrò a visitare presto nella casa nuova. Lo stesso dicasi per i miei vincoli sopravvissuti a questa pandemia e ai suoi lockdown.

Per me non c’è niente di più soddisfacente di qualcosa che temevo mi desse mal di stomaco, e che invece mi fa sentire sazia e contenta.

Poi viene proprio la voglia di fare il bis.