Así se ve la mítica mansión de Pedro Infante en Mérida que se convirtió en  un hotel - Infobae

Il sistema parasimpatico, la corteccia prefrontale, la regolazione prefrontale della risposta allo stress

Vi prego, uccidetemi. O almeno fate l’esame di psicologia al posto mio!

Quando passo dalla storia di Angelina alle sudate carte (cioè, alle lezioni del master inutile che sto pagando a rate), mi viene una voglia matta di: 1) andare ad asciugare gli scogli della Barceloneta; 2) rifare la punta alle matite per gli occhi; 3) lavare i capelli a Barbie Raperonzolo.

Poi capisco il concetto da assimilare: le emozioni arrivano prima della ragione, e a volte è una buona notizia, a volte no.

Stavolta lo è, perché penso: Cielito lindo!

Non perché abbia perso del tutto la ragione (anche se la mia corteccia prefrontale, ve la raccomando), ma perché sono giorni che chiunque io conosca è in quarantena, con sintomi per fortuna leggeri. Ammesso che, se mi ammalassi, mi toccasse la stessa botta di culo, non posso fare a meno di pensare al giorno dopo il mio ritorno da questo premio: una delizia. Avevo vomitato a puntate la pasta che il compagno di quarantena mi aveva fatto trovare al mio arrivo dall’aeroporto: era pure commestibile, eh. Purtroppo mi ero beccata un virus intestinale, forse lo stesso che, di lì a qualche giorno, avrebbe messo k.o. il mio inquilino.

Il punto è che nel tardo pomeriggio, col sole che già se n’era andato e Archie che mi usava come cuscino per dormire, io mi sentivo addosso la gioia di vivere di un corriere di Amazon, e all’improvviso, dalla finestra, mi era giunto un corale “Ay, ay, ay ay… Canta y no llores…“.

Al che avevo cercato la telecamera nascosta, l’angolo da cui Paolo Sorrentino, nascosto forse tra i miei cappotti, mi avrebbe scagliato contro un fenicottero rosa per completare la scena. Ma come, Cielito lindo? In caso non lo sapeste: 1) è una canzone messicana; 2) da queste parti la conoscono giusto perché è famosa; 3) per le strade del Gotico, al massimo, si storpiano i Coldplay!

Ma tent’era: io non avevo la forza di sollevarmi sul cuscino, e là fuori mezzo Portal de l’Àngel mi invitava a cantare e a non piangere, “perché cantando si rallegrano i cuori”… A ripensarci ora, mi viene da rivalutare pure l’esame di psicologia.

C’è un vantaggio, però: invece di farmi un elenco razionale dei motivi per cui starò attenta a non beccarmi ‘sto virus, penserò solo “Ay, ay, ay, ay!“, e a quanto mi sia piaciuto restarmene immobile a sentire quel coretto.

Se le emozioni arrivano prima, cerchiamo di non subirle. Emozionarsi è un vantaggio: usiamolo.

È così che si rallegrano i cuori.