La soddisfazione di Archie, dopo che mi ha fatto trottare tutta la sera

Ciò che mi prefiggo: cambiare la lettierina ad Archie e correre un po’ prima di cena.

Ciò che accade: la bustina che ho usato per la lettiera scoppia. Il contenuto si rovescia sul pavimento. Prendo scopa, mocho e secchio, e scendo apposta a buttare il tutto. Risalgo giusto in tempo per vedere Archie che inaugura la nuova lettierina. Mi tocca scendere di nuovo con una bustina di quelle per i cani.

Risultato: riesco a stare sul tapis roulant solo quindici minuti, inclinazione 12, procurandomi un dolore su tutto il lato destro della pancia. Siccome questo disturbo va e viene da un po’, vado alla mia ASL barcellonese (che si chiama CAP) a chiedere un appuntamento dal medico. Me lo danno per il 28 marzo.

Come lo chiamiamo, circolo vizioso? Autostrada per l’inferno? Non saprei. So solo che all’inizio di tutta l’operazione ero stanca e distratta, quindi ho usato una busta troppo piccola, che quindi si è rotta, e quindi…

Ce n’è un altro, di circolo, ma è virtuoso: ne ho già parlato, consiste nel fare almeno un po’, e il più possibile, ciò che ci piace. Aiuta a digerire molto meglio i circoli viziosi di cui sopra! Adesso sono alle prese con le bozze di Sam e col nuovo saggio di fine corso per il master: due attività che mi fanno digerire anche la nuova nomina a rappresentante di condominio, con l’amministratrice che mi invia le ricevute da firmare e scannerizzare proprio mentre scendevo a fare la spesa.

Devo ripetere ciò che diceva Martin Seligman: il nostro cervello è rimasto all’era glaciale. Inutile concentrarci sul passato o “vivere il presente” a tutti i costi, se la tendenza umana è quella di imparanoiarci sul futuro. Sarà meglio agire su quello, procurarci gli strumenti per gestirlo. E se creiamo il circolo virtuoso di fare il più possibile ciò che ci piace, riesce tutto molto meglio.

Confesso che mi funziona meglio con la lettiera di Archie che con gli esseri umani, specie quando scoppiano le pandemie o si scongiura (forse) la terza guerra mondiale. Ma coi miei simili ho capito che basta imparare due cose:

  • l’unica vita che possiamo cambiare senza smadonnare troppo è la nostra (che non significa che dobbiamo “accettare gli altri per come sono”: esistono i compromessi e, in caso, le ritirate strategiche);
  • bisogna chiedere alle persone solo quello che ci possono dare.

Dalla posta del cuore è tutto, che Archie è appena entrato nella lettiera: meno male che il futuro non mi spaventa!