Prima le comunicazioni importanti: oggi pomeriggio, alle 17.30, vi presento Sam! Potete seguire la diretta da questo link e questo link.

Poi vi confesso una cosa: mi fate un po’ paura. Forse sapete anche perché. Vi è capitato che la pandemia vi portasse a vivere delle esperienze che, in condizioni normali, non avreste mai sperimentato? Sì, immagino.

Immagino pure che non ci abbiate pensato troppo, finché l’agognato ritorno alla normalità non si è fatto sempre più vicino, con tutti i limiti del caso. E magari vi sarà sembrato strano ricominciare a fare ciò che facevate prima, ma con un lavoro diverso, o coinquilini improbabili, o un senzatetto come vicino.

Ecco, io quell'”anomalia” ho imparato a chiamarla normalità. E quello che scrivo nel romanzo ne è un riflesso, seppure camuffato. Mi fa strano che questa esperienza passi da un ambiente privato come il salottino in cui passavo il lockdown ad ambienti pubblici come biblioteche, librerie, e il Salone del libro a Torino (come direbbe Sam: stei tiund!). Lo so, prima o poi doveva succedere, ed è bene che succeda così.

E voi, avete imparato a conciliare ciò che siete ora e quello che eravate, prima che cominciasse tutto?

Se è così, fatemi sapere come avete fatto!

Io ho imparato una volta per tutte che, oltre alla famiglia che ti tocca in sorte, c’è quella che si sceglie.

Secondo me, in questi due anni c’è arrivato perfino Sam.

A dopo!