Image result for corona non mi avete fatto niente sogni

da Illibraio.it

Vi giuro che ‘sto fatto che Corona vende tanti libri mi conforta. Da un punto di vista personale, proprio. Se nessuno mi pubblicherà più niente, non importa quanto farò cagare io come scrittrice: potrò sempre dire, vabbe’, ma quelli si comprano Corona, come volevano leggere me. Capito? Mi darò pure un tono!

Che poi ho letto giusto quel pochino che è trapelato sul webbe, ma so che Corona ha quel nonsoché… Che so, Proust tocca corde della nostra vita che neanche sapevamo esistessero. Corona, invece, vende sogni. Perché? Prendiamo l’ormai virale prima pagina di “Fighe”, capitolo sulle donne con cui è andato a letto: figuriamoci se questo non è un sogno per il galletto italiano medio che tanto ci sfottono all’estero! No, non ce lo invidiano, ce lo sfottono, vi assicuro.

E poi il titolo parla da solo: “Non mi avete fatto niente”. Sono vittima del sistema, e allora lo frego. È lo stesso principio de La casa de papel! (Che no, poi mi sono arresa, proprio non vado oltre la terza puntata.) Uno che ha avverato i propri sogni “nonostante tutto”.

E i sogni costano così cari che o non si avverano proprio, o, se si avverano, non lo fanno mai nel modo che speravamo: prendete la mia ultima riunione di condominio! Che poi era la prima a casa nuova. Ricordate la svolta che dovevo fare, per coronare il sogno di dedicarmi solo a scrivere e a un’eventuale famiglia? Ebbene, la seconda parte è andata a farsi benedire, e per realizzare la prima pagherò tasse sulla casa fino al prossimo anno del Maiale (cioè il 2031). Ma avreste dovuto vedere come stavano messi gli altri condomini! Scherzo, però erano tutti uomini catalani tra i 55 e i 75 che non vivevano nella loro casa di proprietà. Il più giovane si lamentava perfino delle altre riunioni di condominio che si doveva sorbire per tutte le sue case.

Capirete che, tasse strozzine o meno, ci vuole un culo esagerato anche solo a stare a discutere di manutenzione dell’ascensore con ereditieri del posto. E nella loro lingua originale, poi: magari  i miei compaesani non l’impareranno per pigrizia, ma è anche vero che, altro che “svolta”, in tanti lavorano in nero nel retro di pizzerie che li pagano una miseria, in orari che non gli permettevano neanche di andare al concerto di Tony Tammaro a Barcellona!

Ecco, auguri a Corona per il record di vendite e i suoi soldi (se poi me ne volesse dare un po’ per quelle tasse…), ma per me avere il tempo – e il cinquantone – per concedersi una serata pizza & concerto di Tony Tammaro dovrebbe essere l’obiettivo ultimo di tutti.

 

 

 

 

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