Image result for la merma i chingSì, credo di avervi già parlato della mia passione per l’I Ching, o Libro dei mutamenti (oracolo cinese del IX secolo a. C.). È il mio scaricatore di ansia preferito!

Millenni di sapienza cinese al servizio delle mie (per fortuna occasionali) paturnie, e dei dubbi della situazione. Perché l’I Ching, corteggiato da Jung e pure dal fisico Pauli, amato da Confucio e pieno di fans altrettanto hipster in tutto il mondo, è un oracolo che, ai miei occhi di analfabeta in psicologia, fa un po’ Rorschach: ciascuno ci vede un po’ il cavolo che gli pare. E la reazione più frequente è quella di tirare fuori il meme di Gerry Scotti con le mani al petto, e dichiarare: “Mio Dio, ma parla di me!”.

In realtà, parla di tutti: dice cose chiariiissime tipo “È propizio attraversare le grandi acque” (come sapevi che mi perde la lavatrice?!), oppure “È opportuno incontrare il grande uomo” (non esageriamo, mo’, al massimo è un quaqquaraqquà). È come con la Pizia, ma senza pagare manco una dracma. Semmai prendi prestate tre monetine uguali, che torneranno al mittente, e decidi tu che significato vuoi dare a ‘sta zuppa cinese di parole. Quello che ne ricavi, magari, è il senso che ti aiuta di più.

Ora, tra gli esagrammi che formi lanciando le monetine di cui sopra per sei volte (non ho la testa per usare il metodo tradizionale), uno dei più belli è il numero 41, riprodotto nell’immagine sopra: in spagnolo, “la merma”. Sarebbe “la diminuzione”, ma vuoi mettere? Lo penso proprio in romanesco: ‘a merma. Che, alle mie orecchie di analfabeta in romanesco, suona tipo come “la melma”. Sarebbe a dire: auguri! Comincia per te un bel periodo demmerda. Ma se lo affronti con stoicismo e moderazione, tanto ‘a ruota gira e torni a crescere, e infatti l’accrescimento è giusto l’esagramma successivo! Pure la ruota, dev’essere quella della fortuna nei tarocchi, anche se il nostro caro Libro dei Mutamenti je fa ‘na pippa, perché ci ha quei milletrecento annetti in più. Ma intanto, come si dice in mandarino, so’ cazzi. Si sta come d’estate, dopo la pioggia sul Parc Güell, ‘a melma. Indovinate che numero mi è uscito, l’altro giorno? E secco, eh, senza le “linee mobili” che portassero a qualche altra soluzione.

Mo’ lo so, non ci voleva l’I Ching: riconoscevo i sintomi. Lo fareste anche voi, se la banca non vi dà ‘sto mutuo, e se pure il secondo test di fertilità si mette a predirvi il futuro: quello di zia gattara, a cui sbolognare i bambini d’estate per poi lamentarsi se gli insegni il GENDER!1!! (Lasciate che i/le pargol* vengano a me…) Metteteci l’editor, sparita col manoscritto – e a proposito, è irreperibile pure quello che, fino a due settimane fa, voleva presentarvi pure a sua nonna. A volte ‘sta melma diventa sabbie mobili: più entri in ansia, più non ci puoi fare una beneamata. Tanto vale seguire i saggi cinesi e starsene lì, dire terra agghiotteme (scusate sempre il mandarino) e aspettare che la tempesta di stallatico la smetta di profumarti tanto i capelli.

Io, non so se si è capito, ho un forte problema con le cose che sfuggono al mio controllo: devo agire, devo muovermi, devo… Ma ‘ndo vai, interviene allora l’I Ching, all’unisono coi miei amici rassegnati: che tu ti sbatta tanto o poco, sempre una ceppa ci puoi fare.

Allora, sapete che c’è? La soluzione è proprio rassegnarsi. Accettare, come dice il mio amico guru di Hospitalet – così scomodiamo proprio tutto l’Occidentali’s karma – che non possiamo fare niente. Per un motivo praticissimo: così ci dedichiamo prima a quello che, invece, possiamo fare.

Che spesso va a risolvere proprio le questioni che non abbiamo sotto controllo. Mandare il manoscritto ad altre case editrici, o a un concorso che non sia proprio farlocco, o tradurlo in un’altra lingua con l’aiuto di qualche fida alleata. Fare una donazione per l’ecografo dell’Ex Opg: ecco, voi che ci avete l’antimulleriano buono, prendete e guardatene tutte (le ecografie, dico). Rendere carina la parte di casa che abito (e che, quella sì, fa un po’ antro della sibilla) visto che come garanzia la banca, al contrario di quanto accade per le ecografie di cui sopra, non la vuole vedere manco in foto. Raccogliere tutta la roba che quell’altro sparito dai radar ha lasciato in giro e stiparla in tre comode buste di carta, da conservare nell’armadio in corridoio e buttare in caso di mancato reclamo.

Insomma, cin cin, e melma sia. Dice che le bollicine torneranno.

Mai per comando, caro I Ching, sottolineerei di nuovo che l’esagramma dell’accrescimento sta giusto dopo ‘a merma. Quindi, la prossima volta, già sai.

Forza, che offro una cena al cinese.

 

(Ho scoperto che hanno dedicato un album all’I Ching! I soliti europei rosiconi… :p )