Archivio degli articoli con tag: cosmetici fai da te

 Ultimo post su Marsiglia, ok? È che in questa città sono successe troppe cose, e una è che mi sono accorta che non avevo il dentifricio. Né il sapone.

Oh, non sapevo come funzionasse, nell’appartamento che avevo prenotato! Inoltre, come già detto, per motivi estranei alla mia volontà l’itinerario di viaggio mi cambiava davanti agli occhi in maniera surreale, lasciandomi bloccata in una città che non conoscevo, senza sapere cosa avrei fatto dopo.

Ma, niente paura! Ho scoperto ben presto che, per compensare a queste e altre mancanze, bisogna procurarsi:

  • sapone di Aleppo! Ok, è un po’ viscido, ma fa da docciaschiuma, shampoo, e pure da detersivo per bucato: provare per credere. Solo che sui capelli ne va una puntina, o ve li ritrovate ‘nzevati (unti) che manco con quel gel azzurro puffo degli anni ’90;
  • aceto e bicarbonato! Per lavare casa e farsi maschere capelli, dentifrici di fortuna (ma poi ne ho preso uno all’argilla da Naturalia), creme depilatorie ecc.;
  • frutta fresca! Da tagliare a pezzetti e mettere in una bella caraffa d’acqua, così da averla sempre aromatizzata e risparmiare su bottiglie di plastica e succhi a peso d’oro. E dopo tre giorni, mangiate la frutta o fate una marmellatina veloce, la colazione ne guadagnerà;
  • incontri inattesi: scaricatevi Meetup e scoprite quanta gente ha i vostri stessi gusti, o due ore da spendere per chiacchierare. A Marsiglia, agli incontri “internazionali” c’erano più marsigliesi che stranieri, e non mancavano gli (e le) over 50: questo è un grande merito, specie per me che ho la sensazione di vivere in una città divisa in compartimenti stagni;
  • incontri (molto) attesi.

Questa ve la spiego bene. Il mio, di incontro, era con una di quelle persone che conosci una sera a una festa, perennemente in viaggio, e da allora riesci ad averci solo rapporti di lavoro a distanza, benedetto Internet, ma ti manca una chiacchiera in carne e ossa. Tra le varie cose dette a un tavolino all’aperto, tra me che aprivo di continuo la valigia (“I soldi, dove li ho messi?!”) e lei che andava a comprare i filtri, la mia interlocutrice mi ha regalato una chicca per il mio libro strano: quello un po’ memorie e un po’ self-help su come sia uscita dalla peggiore crisi della mia vita.

Adesso, il disagio di allora era globbbale totale, perché avevo fatto scelte discutibili su più fronti (lavorativo, accademico e finanche immobiliare…), ma sarei ipocrita a non ammettere che “la crisi”, innanzitutto, aveva un nome e un cognome. Che l’altra, a sorpresa, conosceva perfettamente.

Non ho fatto in tempo a riprendermi dal colpo (credo la controparte si vergognasse di me), che lei ha aggiunto:

“Un amico comune mi ha detto che l’ha visto bene soltanto con te. Solo che con te non ci voleva stare”.

Io credo che in questa frase postuma si racchiuda la mia vacanza, e molto della mia vita. E mi sa che sono in buona compagnia. Perché a volte è inutile cercare spiegazioni, le persone o si amano o no. Ma è vero che, sempre a volte, c’è questo paradosso dello stare “troppo bene” per funzionare secondo i propri standard.

Quando qualcuno la pensa così, non resta che rifare la valigia e vedere cos’altro succede.

(Ascolta e fai ascoltare… Jordi Pèlach!)

Annunci

Risultati immagini per jean claude sensualità a corte

Io lo sapevo già: ho voglia a descrivere fini spaccati di vita contemporanea e trattatelli di filosofia della strada da tre euro al discount! Quello che v’interessa di più è sapere come mi mantenga così strafiga nonostante i miei 125 anni.

Se proprio insistete a scoprirlo, allora, beccatevi questa premessa. Avete presente l’effetto lifting istantaneo che ottengono coi loro campioncini quei commessi  tutti agghindati che vi fermano in stazione? Ebbene, un mio amico “scienziato” mi ha spiegato che si può ricavare un risultato simile da qualsiasi emulsione che stimoli la circolazione facendo muovere dei granuli sulla nostra faccia. In parole povere: pure sale e burro. Vabbuo’, non esageriamo ma, come disse la commessa/relatrice di una conferenza al supermercato (a Barcellona succede anche questo!): “Se potete permettervi dei prodotti molto costosi, buon per voi! L’importante, però, è la costanza nell’applicare qualsiasi cosa abbiate scelto”.

E ora possiamo cominciare.

  1. Viso & collo. Avete la spazzola viso a 200 euro? Prestatemela e vi dico se funziona meglio della mia, che online ho trovato a 30 euro e fa pure la depilazione viso per chi voglia. Ho visto roba in farmacia a prezzi decisamente più bassi, ma di marche per me più scadenti. Su un piano generale, per il sovrapprezzo dei prodotti “per donne”, leggete qua.
  2. Esfolianti! Ne ho uno fantastico con caffè e olio. Provatelo!
  3. Brufoli! Niente da fare, quello che più funziona con me è questa soluzione superalcolica (una goccina due-tre volte al giorno) di vodka e tea tree, che mio padre, affezionato al vecchio Locoidon, ha pure giustificato scientificamente: “È la vasodilatazione”. Ok. Basta che funzioni!
  4. Creme! Vi ho già parlato della cold cream artigianale che uso al posto di fondotinta e cipria. Per il corpo mi vanno benissimo le creme da due ingredienti come questa, o riciclo creme viso che ho prodotto in eccesso, come questa qui. Potete aggiungervi oli essenziali, vitamine, antiossidanti… Online si trovano a poco prezzo e non testati su animali, ma per gli oli io preferisco l’erboristeria.
  5. Capelli! Mi snerva la loro lentezza nel crescere. E allora avete presente quella radice di zenzero che prima che l’usiamo tutta ammuffisce? Schiaffiamola sul cuoio capelluto, se vogliamo una ricrescita più veloce. Se non serve a una ceppa, almeno abbiamo provato a utilizzare quello zenzero prima di buttarlo!
  6. Piedi! Se impazzite per pedicure e unghie adornate, passate avanti. Se come me usate le estremità inferiori solo per deambulare, perché affidarsi a un tagliacalli ossidato, se i problemi ai piedi potete… grattugiarli via? Lo so che l’immagine non è proprio poetica, ma pensate a quanti scherzi divertenti potete fare in sala mensa al lavoro! Ok, sarebbe stato meglio saltare questo punto a prescindere.
  7. Calze sexy! Ovvero: cosa fare delle vostre calze carucce quando dopo un anno s’ammollano. Beh, d’ora in poi investite in un paio duraturo! E, usandolo come base, prendete la calza caruccia & smollata e tagliatela in diagonale con le forbici poco sotto il cavallo. Otterrete dei calzerotti carinissimi che a cascare un po’ faranno ancora più vamp! O adorabile sfigata, che, diciamo, è più la mia specialità. Se volete fare la cosa professionale, guardate qua.
  8. Scarpe! Avendo i piedi fatti di burro, tendo a usare maaassimo tre paia comode di stivali o sandali a stagione. Allora, per abbinarci tutti i miei vestiti (non sempre si trovano copriscarpe fantasia, e così larghi) è un po’ che provo a fare questo: creare dei facilissimi copristivali (di lana o cotone a seconda della stagione). Troppo difficile? Ok, qui li ricavate da vecchi maglioni (se XL, io li lascerei anche fuori lo stivale)! Comunque, tornando alla maglia, potete lavorate tutto a legaccio, cucire tra loro le estremità e amen. E a questo proposito…
  9. Sciarpe! Una sciarpetta di tre e più colori, fatta con quegli interminabili gomitoli in acrilico a 2.50 l’uno, permette abbinamenti spericolati tra i capi più diversi. Aggiungetevi un bel rossetto creato ad hoc con vecchi ombretti (vi metto la ricetta più facile, ma ne fa anche Clio) ed è andata.
  10. Spuntini! L’avreste mai detto, che mangio 4-5 volte al giorno? Sì, vero? Vabbe’. Ma è fantastico!  Mi aiuta a ridurre le porzioni a tavola. E difendo il sacrosanto diritto di mangiare schifezze, anche se ultimamente mi faccio da me la Nutella. Col mio estrattore a freddo riesco pure a “bere” la frutta, che non amo tanto, e ricavare latte vegetale  di mandorle, avena, soja, senza sforzo. Vorrei essiccare frutta e verdura per avere delle chips da inzuppare nelle mie salsine intrugliose. Il pomeriggio, quando non dilapido più di 3 euro in  bibite calde hipster, me le faccio io a casa con un semplice frullino e gli ingredienti che voglio. Questo blog mi suggerisce molte ricette buone buone e curiosamente poco caloriche (provate quella che mi ha fatto far pace col cavolfiore!).

Nella prossima puntata su quest’argomento affascinante (le origini del mio splendore, dico), parleremo di altre cose folli che faccio a mano, con risultati alterni ma mai noiosi (mettiamola così, va’).

Intanto, con questi consigli, non sfolgorate troppo, che m’ingelosisco!

Risultati immagini per funny model  E vabbe’, non mi sgamate subito, voi che mi conoscete di persona!

Per una volta che volevo fare la fashion blogger seria. Ok, forse ho esagerato un po’ col titolo. Ma un po’, eh.

Che poi, a darlo per buono, la risposta sarebbe da libro di self-help a due euro, nel cascione delle offerte alla Fnac. Accettandomi, cos’. Chi ha detto che la vita sia sempre complicata?

Quando mi vedevate vestita da lampadario era perché pensavo di essere un cesso a pedali, e mi premuravo di circondarmi di uomini che me lo confermassero.

È stato da quando mi sono accettata al di fuori della pressione estetica (espressione introvabile nel Google italiano), che mi sono sentita bene. E gli sforzi che facevo prima sono diventati un gioco.

Ecco quindi un elenco di pratiche, aggeggi e abitudini che, da quando sto bene anche senza, mi aiutano a giocare a prendermi cura di me. Alla faccia dei rossetti da 30 euro, della ceretta tradizionale araba venduta come sugaring solo “nei centri estetica esclusivi”, dei reggiseni che alzano, strizzano, spaccano e ti dicono le previsioni del tempo.

Ok, care amiche e cari amicHi, io per restare strafiga (prrr) faccio così.

  1. Faccia: sono mesi che non uso fondotinta, cipria né niente. Solo questa cold cream al caffè che mi colora un po’ il viso e mi fa anche profumare leggermente di moka. Per i colori, dopo aver ordinato dei pigmenti online, sto giocando a mischiare vecchie palette, o correttori, trasformare ombretti in rossetti… Tempo di preparazione? Mezz’ora è assai.
  2. Capelli. Se voglio cambiare davvero stile vado sempre da lei. Ma adesso voglio solo un taglio lungo e scalato avanti, e ho preso queste mollette per fare da sola (ok, prese nella versione pezzotta). Con bei risultati! Si possono fare anche tagli più elaborati, per chi vuole provarci. Per il colore, dopo anni a pasticciare con la chimica mi sono accorta che per tornare al biondo dell’infanzia mi bastava un intruglio di mio padre (misurino di lozione alla camomilla in 200 ml d’acqua) una volta a settimana.
  3. Peli. Superflui a chi?! Ma dopo qualche tempo in versione yeti mi sono accorta comunque che non mi piacciono né sulle donne né sugli uomini, e mi sono procurata questo depilatore a luce pulsata che economico non è (anche se si trova a 160), ma costa quanto 4 sedute in offerta in un centro estetico. E dopo un po’ si usa davvero di rado. Questo e altri aggeggi sopra i 20 euro ve li consiglio solo perché sono un investimento, li uso da anni e funzionano sempre.
  4. Tette! È inutile, cara commessa di Oysho, che mi scruti la maglia alla ricerca di qualcosa da imbottire. Secondo una ricerca americana (il cercataglie di Victoria’s Secret) porto una 34AAA! La mia taglia è l’urlo di Munch. E allora sai che? Questo massaggino a elettrodi mi rende un bel servizio ai due grammi che mi ritrovo (immaginatevi cosa fa con dimensioni più consuete) e tutto il resto è libera respirazione.
  5. Look! Niente, sono due anni che mi vestono quasi per intero i mercatini solidali. La seconda mano è fantastica! Ci trovi vestiti molto più resistenti di quelli scadenti e inquinanti di adesso, e puoi combinarli con quelli che già avevi. Senza parlare delle operazioni di restauro: ho fatto resuscitare le Dr. Marteen’s con una bomboletta spray! Quando la lavatrice ha distrutto la manica alla mia giacchetta preferita, mi sono procurata un gomitolo in tinta per fare maniche nuove a uncinetto. È una vera minchiata, se ci riesco io… Infatti ho un reparto sciarpette ai ferri da paura.
  6. Sport! Pagavo 40 euro al mese per la palestra, poi mi sono accorta che per quello che ci facevo (squat, addominali, flessioni…) potevo portarmi le schede a casa e tutto quello che mi mancava sul serio erano due robe per il cardio. Uno step, una cyclette. Si trovano pure a basso costo e di seconda mano, e ormai mi alleno ogni giorno. Ho fatto le cosce di Maradona!
  7. Purché se magna. Perché “la bellezza comincia a tavola!” (seh). Lo so, il tempo è poco. Quando studiavo e lavoravo, l’anno scorso, cucinavo la domenica per mezza settimana e il mercoledì sera per l’altra mezza. Ma in cucina, a comprare solo materie prime, ci si guadagna in tutti i sensi. Con 1,50 di basilico faccio un pesto che Buitoni scansati. Genovesi scusate, il mortaio ce l’ho ma ho investito in un buon minipimer che mi ha risarcito presto i suoi soldi. Ci faccio pure la maionese, col basilico e altre erbette, in cinque minuti d’orologio. E dall’olio avanzato ricavo il sapone: mezz’ora. So che non vi convincerò mai, visto che pensate che Valsoia e i gourmet siano “mangiare veg”, ma con 95 cent di farina di forza faccio seitan per una settimana. E l’hummus pure, che ci vuole a frullare sesamo, olio e limone per la tahina e unirli a ceci frullati? Senza parlare di tutte le zuppette che di ritorno dal lavoro mi fa da sola la pentola a pressione, mentre mi doccio. Insomma, mangio sano, sono felice e la panzella la compenso con tanta allegria! La nasconde? No. Ma vabbe’.

Adesso mi dite che siete culturisti di professione, avete la settima di reggiseno e preferite nascondere meglio l’acne giovanile o cambiare spesso taglio (e taglia). Fantastico.

Questi sopra sono i miei giochi, mi piacerebbe conoscere i vostri. Credo che l’importante sia capire due cose: possiamo fare come ci pare, in barba a Enzo & Carla; non c’è bisogno di spendere tanto.

Buon divertimento!