BUONO SOCIALE 
MIRATO AL SOSTEGNO DEL LAVORO DI CURA
 PRESTATO DA ASSISTENTI FAMILIARI (badanti)

E volevo aggiungere un’altra cosa.

Dopo il discorsetto sul privilegio di scrivere, sono tornata in paese a… scrivere, per l’appunto. C’erano le bozze da correggere, prima di mandarle in casa editrice. Ho lavorato benissimo, sapete perché?

Perché mia madre pensava a tutto il resto. Non parlo solo di cucinare, rassettare prima ancora che me ne accorgessi, o pianificare le spedizioni puLitive della colf (come diceva Marco Balzano alla cerimonia, l’emancipazione di molte famiglie avviene sulle spalle di donne che lasciano i loro figli per curare quelli altrui). Parlo proprio delle piccole cose, i biscotti per la colazione, la coperta in più ai piedi del letto, il filo interdentale, che mi ritrovavo davanti prima ancora di accorgermi di averne bisogno.

Niente di che, direbbe mia madre, come lo dicevamo noi dopo aver imparato ad andare in bicicletta. Dimentichiamo in fretta il tempo che ci vuole a imparare qualcosa così bene, che poi la fai in automatico.

La cura si impara. Quando sono tornata a Barcellona sono stata una giornata intera a vomitare (labirintite da viaggio aereo?). Ebbene, il compagno di quarantena non ha conosciuto grandi esempi di lavoro di cura, così ci ha messo qualche ora a passare da “Ti serve qualcosa ora che esco?” (mi serve che tu non esca, avrebbe detto mia madre), a “Ti leggo un capitolo di quel romanzo sdolcinato che piace solo a me?”, fino ad assestarsi su un più efficace: “Uh, ti manca il bicchiere d’acqua sul comodino”.

A dirla tutta me ne sarei uscita pure io, con lui allettato, a meno che non mi chiedesse di restare, e non avrei mai ammesso di aver bisogno di assistenza h24. Dico solo che ci vuole allenamento: pensare al posto di qualcun altro non è qualcosa che si impara subito. Dare per scontato che sia solo una categoria a farlo non è esaltare l’istinto materno, ma ignorare la pressione sociale che lo spaccia per spontaneo.

Adesso avviso mamma che sono ancora viva, prima che mi mandi un’ambulanza.

Per esempio, ‘sta canzone non mi ha mai convinto. Ma come diceva quello a Masterchef, “so che a voi piace”.