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Salsa romesco. Da tierra.it .

No, paiella e sangria a Plaça Reial proprio no!

Ok, all’inizio ci caschiamo proprio tutti (ehm…), ma se i primi tempi non avete una cucina a disposizione e non volete farvi un fegato così di pinchos, elaborate un piano B (tanto più che il più turistico dei menù, ultimamente, sotto i 10 euro non tanto va).

Allora per non ritrovarvi alla fatidica “cita previa” del Nie con l’apparato digerente che grida aiuto in catalano, mi permetto di suggerirvi una serie di proposte low cost per mangiare relativamente sano (ok, per non avvelenarvi) e allo stesso tempo affrontare i km che vi toccheranno per consegnare curriculum.

Cominciamo!

  1. A scrocc’. Ok, questa opzione la scarterei ma in tanti la seguono, quindi riferisco. C’è un tempio sikh in c. Hospital 97. Chi si presenta per pregare viene rifocillato con tè e un dolcetto, e una palla di acqua e farina con tutto un valore simbolico. Sotto il Ramadan, invece, la comunità musulmana di Barcellona organizza spesso degli iftar (cene post-digiuno) collettivi, che potrete rintracciare su Internet. Tutti benvenuti, sono molto ospitali e cucinano, mo’ ci vuole, da Dio. Anche alla Festa della Luna Nuova in Casa del Tibet c’è un piccolo buffet dopo l’oretta abbondante di mantra. Capirete che questi sono più che altro eventi sporadici per conoscere culture e religioni presenti a Barcellona. Vipregovipregoviprego, la mancanza di rispetto e l’umorismo d’accatto lasciateli a questa qui.
  2. Per pochini pochini soldini. Scusate la citazione di Concetta Mobili, ogni tanto le radici chiamano. Di ristoranti “sozzi ma economici” ce ne sono a bizzeffe, Romesco è pure vicino alla Rambla e potete vedere cosa combinano nella cucina “esposta” agli sguardi. Ma come miglior rapporto qualità prezzo raccomando sempre la cucina di Xandri, casereccia e buonissima! Tre portate, con dolce e acqua o vino inclusi (ricordate però che per “postre” si può intendere anche un frutto), consumate nello stesso “vascio” in cui vivono i proprietari. Frequentatissimo dai muratori, che com’è noto sono le migliori guide gastronomiche!
  3. Ma tu vulive ‘a pizza? Prova questa! Mentre scrivo ci trovi marinara a 4,50, margherita e a portafoglio a 5. Ed è ottima! (Per dirlo io, che so’ ‘na cacaca’…)
  4. Esotico a chi? Breve rassegna innamorata dei ristoranti più economici (senza avvelenare) di cucina non europea. a) L’equivalente cinese di Xandri, in c. Nàpols 97, è fantastico: famigliola che vive in un soppalco dello stesso ristorante in cui lavora, marito in cucina e moglie in sala. Perfino vostra madre rischia di gradire le tagliatelle cinesi fatte a mano! Se pagate più di 7 euro un piatto con una bibita, vuol dire che avete scialato. b) A proposito di 7 euro, fino a qualche anno fa era questo il prezzo del menù del Tempio Hare Krishna vicino alle summenzionate paellas surgelate di Plaça Reial. Non so se funzioni tutto come una volta, ma io proverei a bussare, prima di buttarmi su quelle! E sì, colleghi veg, qui potete mangiare quasi tutto anche voi (ma continuate a leggere, ho buone notizie!). c) Cous cous fresco ogni venerdì in c. Hospital all’angolo con Riera Baixa (quello col nome solo in arabo). 7,50 a piatto e mangiate in due! Menzione speciale anche per il maghrebino di fronte alla chiesa di Sant Pau, che pure lo fa “a livello”. Non tornerete mai più al precotto Barilla. Non sono fan della Paloma Blanca, ma durante il Ramadan provate il menù apposito a 7 euro circa. d) Chiudo questa sezione con due pakistani ultraeconomici: Bismillah su c. Joaquin Costa, e il girarrosto/take away su c. Riera Alta, nei pressi di Tecnocasa. In entrambi riso ottimo e abbondante, anche in versione vegana, sui 2 euro! Magari nel secondo, se chiedete “dove potete sedervi un attimo a mangiare”, vi lasciano il retrobottega, ma chi lo sa. Per inciso: di fronte, angolo con Bisbe Laguarda, ci sarebbe il take away del mio ex, con dell’ottimo pane naan anche condito e il miglior palak paneer (spinaci e formaggio fresco) di Barcellona. Ma forse è meglio che non facciate il mio nome.
  5. Alimentatevi di cultura! Ok, le mense universitarie non sono esattamente la prima scelta per mangiare sano, ma in giorni speciali hanno piatti a 2,50 e il menù, se vi attenete a quello, viaggia anche sotto i 7 euro. Inoltre sono spesso rifornite di forni a microonde in cui potreste scaldare dei piatti pronti comprati ai banchi del mercato (Sant Antoni e Santa Caterina sono più economici della Boqueria), in negozi specializzati o al massimo, se di buona marca, al supermercato.
  6. Solo insalata? Ma manco per il ca’: vegetariani e vegani, benvenuti nella prima città dichiaratamente vegan friendly d’Europa! Per festeggiare davvero a prezzi popolari, correte alla mensile Fiera vegana (raccomandata anche agli onnivori, specie lasagne e piatti vari dell’italiano Horno del Silenzio), e tenete presenti i ristoranti che fanno menù vegetariano con opzione vegana anche per 8 euro. C’è perfino un cinese totalmente vegetariano, o vegano su richiesta. Sotto i dieci euro, oltre al tempio di cui sopra, potete anche mangiarvi un buon ramen. E la cucina locale? Tranquilli, ogni giorno c’è una novità, anche fuori Barcellona, ma a portata di metro. E a proposito di novità…
  7. Sapete che c’è di nuovo? A mali estremi, estremi rimedi! a) Andate in uno dei numerosi forni a legna che facciano pane vero, più caro di quelli precotti di catene e minimarket, ma ne vale la pena. b) Comprate qualcosa di facile da maneggiare senza coltello (o, per le forme tonde, ve lo fate tagliare). c) Passate in uno dei mercati di cui sopra, o un negozio di frutta a km 0, o altri negozi “de barrio”. Comprate il vostro companatico preferito. d) Andate in un parco o in spiaggia. e) Godetevi uno spuntino rapido tra l’erba o con vista sul mare… E poi di corsa a distribuire curriculum! Lo farete con un sorriso invitante, qualche avanzo per la cena, e il portafogli felice.