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Risultati immagini per renzi pubblicità pd Lo so: la polizia ha perquisito l’aereo di Guardiola in cerca di Puigdemont, che a sua volta ha designato come successore uno che sta in carcere.

Ma avete passato ottobre a dire che la questione catalana era terribilmente semplice: succedanei civilizzati della Lega che volevano separarsi per soldi. Come facevamo a non vederlo, noi coinvolti in prima persona?

Potrei rigirarvi la stessa domanda se solo do un’occhiata alle notizie dall’Italia: la polizia carica degli antifascisti che si oppongono a CasaPound , e il commento di tanti è “sono la stessa merda”. Uno che spaccia per romanzo un libro di self-help chiama “cattiva maestra” un’antifascista di un corteo appena caricato.

La crisi e una politica connivente hanno messo in ginocchio il paese, e la colpa è di quella percentuale minima di extracomunitari che decide di restare, invece di cercarsi nazioni europee più prospere e aperte mentalmente (anche se da un po’ è una bella gara). E non mi venite a parlare di “pericolo percepito” che è comunque un problema, o vi rigiro lo stesso benaltrismo che elargite quando si tratta di disuguaglianze di genere (che affliggono almeno metà della popolazione, che sarà mai?).

Schermata 2018-02-02 alle 14.38.04 Insomma, l’Italia è alla canna del gas ma voterà di nuovo Berlusconi alleato coi fascisti, tanto che l’atroce questione del “cosa faccio per impedirlo” ha portato i miei amici a votare Bonino o PD, e me a correre al Consolato per lasciare una firma a Potere al Popolo (che poi le regole per votare all’estero fanno schifo, e a Barcellona non ci hanno neanche fatto firmare per il Senato).

Ma che davero? Visto da fuori è semplicissimo: follia collettiva.

D’altronde in Italia siamo tutti psichiatri: è subito diagnosticato come folle chi uccide le figlie“spara ai negri” (anzi, a quest’ultimo si dovrebbe dare proprio una medaglia, vero?).

Diciamo allora che non so che fenomeno d’isteria collettiva vi abbia preso, ma lascio le indagini a John Oliver (qui sotto) e a chi dice che l’Italia legge poco e viaggia meno, quindi è facile da abbindolare e gli altri non fanno meglio…

Come, è più complicato?

Ah, ok, allora c’entrerebbe la scarsa alternativa politica, il deterioramento della qualità della vita, e la crescente precarietà lavorativa che cambia i rapporti di genere, classe ed etnia e lo stesso concetto di “giovani“…

Uh, allora vuoi vedere che le cose sono più complesse di quanto si creda?

Allora ripetiamocelo insieme. Riconosciamo anche che chi è immerso in qualcosa e chi ne è fuori hanno due prospettive diverse che si devono sempre integrare e mai scavalcare a vicenda.

Detto questo, non potendo neanche votare come vorrei, cito l’amico che ormai dieci anni fa, nel 2008, commentò:

“Ci governassero gli Unni, forse dopo cambieremo qualcosa”.

Non avrei mai pensato che un giorno sarei stata d’accordo con lui.

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Risultati immagini per topolino storie a bivi Non avevo dubbi che nel piccolo gruppo maceratese che frequento a Barcellona ci fosse qualche conoscente dell’attentatore: finora era stata una gara al compagno di scuola più disagiato, con picchi che anche prima raggiungevano la tragedia. Da napoletana ipotizzo che non sia questione di un posto concreto, di una fabbrica di mostri sbattuta ogni tanto in prima pagina.

Fatto sta che a domanda “Che tipo era, a scuola?” mi è giunta la laconica risposta:

“Era l’ultimo in tutto“.

Allora la mia mente, che lavora molto per associazioni istantanee e veri e propri flash d’immagini, mi ha riproposto davanti agli occhi un altro che poi è diventato fascio. Ma non me l’ha ricordato com’è adesso, da adulto che nega l’Olocausto oppure parla di sostituzione etnica. Me l’ha fatto rivedere bambino, a scuola, con la testa sempre abbassata e l’incapacità cronica di spiccicare due parole in croce, tanto che si era parlato davanti agli altri alunni di “mandarlo da uno specialista”, con l’erronea noncuranza di chi crede che i bambini non capiscano niente.

Non tutti i bambini così finiscono a sparare alla gente per strada, ed è importante ricordarlo prima di usare nevrosi e disagi come “tana libera tutti”, se le vittime sono straniere e in tanti pensano che il carnefice abbia fatto bene, “magari avessero tutti lo stesso coraggio!”.

Io infatti vivo a contatto costante con persone che da quel disagio hanno creato nuove realtà, un po’ per culo e un po’ per tigna, e sempre da napoletana credo sia importante anche questo: ricordare che sia possibile, non sei spacciato solo perché vieni da quell’ambiente là, per quanto lo possa credere chi ha più soldi o meno accento di te.

Temo che certe realtà non ci lascino mai del tutto, così come io non sarò mai libera, né intendo esserlo, dalla “provincia denuclearizzata” in cui i figli dei professionisti finiscono nelle migliori sezioni e si ritrovano trent’anni dopo in consiglio comunale, o nelle stesse posizioni di comando occupate dai genitori.

Però riuscire a farne qualcos’altro, decidere che “noi non finiamo lì“, credo sia l’unica parte importante che possiamo giocare nella nostra esistenza.

E se c’è bisogno di chiamare più spesso “uno specialista”, per aiutarci nel processo, ben venga. Se qualcuno o qualcosa può fare la differenza tra un giovane emarginato e uno in pace, mai come oggi sappiamo che ignorare ci costa più che agire. Come abbiamo scoperto anche a Barcellona un 17 agosto, non sempre ci vuole la sfera di cristallo per capire che certi disagi non porteranno a nulla di buono.

Topolino ci ha ingannati, con le sue storie a bivi: non sempre si può scegliere quale strada prendere.

Ma quella volta che si può, facciamolo.