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Risultati immagini per marriage life funny   Conosciamoci al contrario, dico io. Tra innamorati, intendo.

Conosciamoci quando non stiamo dando “il meglio di noi” e lo sappiamo, quando abbiamo abbassato la guardia perché pensiamo di stare a casa nostra, liberi di dividerci le doppie punte davanti a Netflix e a quella tazza di surrogato del caffè che in Italia ci costerebbe l’esilio (ma abbiamo già provveduto da noi).

Mettiamoci fissi nella stessa casa, con calosce pelusciose ai piedi e occhi pesti, col bagno in disordine e tante, tante cose da dire su dove l’altro riponga le tovaglie per i pasti quotidiani (sempre troppo vicine a quelle delle occasioni speciali).

Insomma, scopriamoci nelle situazioni più quotidiane, e non quando siamo belli e impomatati, e pronti per uscire insieme un sabato sera, col solito rituale del paga lui, la prima sera al massimo un bacio, vediamo chi chiama per primo.

Che ve ne pare, della mia idea?

Lo so, penserete che sarebbe un disastro.

In realtà, più che altro, non è fattibile: prima di metterci una persona “estranea” in casa, la dobbiamo, appunto, conoscere!

Ma se l’amore dev’essere basato su un’idealizzazione dell’altro, sul corteggiamento più stereotipato e la visita obbligatoria dall’estetista, preferisco i calzini bianchi sul pigiama. Certa che tra quelli e la tutina da casa firmata Calvin Klein ci siano tante, bellissime vie di mezzo.

Si dice anche che gli amanti trasformati in partner fissi siano un disastro per questo, perché ci piacevano proprio per la scappatoia alla routine che ci offrissero.

Quando diventano essi stessi routine, che ce ne facciamo?

Boh, magari proviamo a tollerarli in questo loro aspetto “pantofolaio” e vediamo se ci piacciono anche così.

L’amore romantico uccide, dicono da queste parti. Nella maggior parte dei casi, più che altro, delude.

Io guarderei con sospetto a tutto quello che somigli a un protocollo con ruoli ben distribuiti, e che suonino come un prendere o lasciare.

Ecco, quella roba lì è più pericolosa della verdurina tra i denti.

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Risultati immagini per vignette amore cinico Ok, siete in crisi.

Lo siete per una serie di ragioni che potete individuare facilmente, e per un’altra motivazione che non tanto avete il coraggio, invece, di dichiarare.

Vediamo prima le ragioni indicabili:

  1.  Uno dei due deve trasferirsi per lavoro.
  2. Uno vuole figli in tempi diversi rispetto a quelli preventivati dall’altro (che pensava di averne più o meno tra due reincarnazioni).
  3. Uno ha fatto qualche scelta di vita che all’inizio della relazione non era prevista (che so, è diventato raeliano), e che l’altro non tanto regge.
  4. Non vi dico, poi, quando si mettono in mezzo le famiglie.

Veniamo adesso a quella brutta da dichiarare: non siete più “presi” come una volta. Adesso dipende da cosa intendiate per “preso”, ovviamente. Il cocktail di ormoni ed emozioni soggettive che chiamiamo innamoramento, pare proprio che duri pochetto, e o si trasformi o sparisca insieme al presunto sentimento. Però, se è subentrato qualcosa di meno eccitante ma più costante e profondo, stiamo bene e banco. Vero?

No, non sempre.

Adesso che il quadro è completo, domandina facile facile: qual è la maniera più semplice di risolvere la questione?

Io un’idea ce l’avrei: quello che ha avanzato il problema “dichiarabile” ha la delicatezza di prendersi tutta la colpa. Di dire: “Sono io che ho cambiato rotta, preso un’altra via, sono incorreggibile, mi dispiace”. Capite? Lascia pure all’altro la consolazione di non entrarci niente, con la crisi! Così uno dei due se ne va, pronto a flagellarsi per essere “lo stronzo di turno”, e l’altro può leccarsi le ferite dicendo “Uh, che palle, possibile che nella vita mi capitino solo stronzi?”.

Tutti contenti, l’amore è salvo. Non quell‘amore, ma l’idea di amore romantico. Quello eterno che si può dare solo con una persona, quello che è  tendenzialmente eterosessuale, monogamo, e soprattutto indistruttibile. L’altro, in fin dei conti, non era la persona giusta.

Unica controindicazione: questo sistema, con rispetto parlando, fa cagare. E i suoi problemi tendono a essere pure ripetitivi. Si presenteranno in ogni relazione, non importa la durata.

Che fare, allora?

Un paio di idee ce le avrei.

Ma ho già scritto così tanto che ve le dico venerdì.