pijk rose garden bench - Flowers & Nature Background Wallpapers on Desktop  Nexus (Image 1798601)

Ok, c’era ‘sto tipo.

Io ero un’adolescente in vacanza con la famiglia, e lui uno più grandicello che diceva le parole giuste, o il giusto numero di parole perché risultasse “un mistero”. Come persona, dico: le sue opinioni su tutto erano talmente poetiche e fumose che potevano significare ogni cosa, e il suo contrario. Era un po’ troppo perché un’adolescente fricchettona, che amasse sentirsi la pecora nera della situazione, non fosse almeno intrigata dal tipo.

Rimasi indietro il giorno della partenza: gli adulti sarebbero andati a fare l’ultima gita (che palle!), e io avrei esplorato un posto mai visto con questo concentrato di carisma e sintomatico mistero… Un posto un po’ isolato e molto romantico: pure troppo. Infatti io, teenager timidona, per calmarmi feci una battutaccia: “Dai, chissà quante ne porti qui!”. Flagellatemi pure, ma inso’, ero alle prime armi, e giuro che, da brava nerd, stavo più o meno citando un film con Gastone Moschin.

Apriti cielo. Il tipo si risentì tantissimo, mi schifò all’istante e mi riportò indietro. Adesso, spero che siamo più o meno d’accordo su questo: siccome lui non aveva mostrato chissà che segni d’amore appassionato, quella mia battuta per sdrammatizzare poteva essere infelice, non imperdonabile. Ma spiegatelo a un’adolescente complessata, prontissima ad addossarsi le colpe di tutto. Diciamo che quell’episodio spiacevole influì un bel po’ sulle mie scaltre scelte sentimentali degli anni a venire.

Ebbene, ieri su LinkedIn ho ribeccato il fenomeno. Stando ai suoi commenti su varie pagine (*indossa il cappotto da ispettore Clouseau*), lui è convinto delle seguenti verità:

  • i vaccini servono per inoculare un nanochip che, tra le altre cose, ti fa prendere Radio Maria;
  • c’è un complotto in atto per farci morire di cancro;
  • il complotto vale solo per la popolazione bianca: quella nera pensa a rubare e a dormire negli hotel a 5 stelle (e gli italiani finiscono in strada!1!1!!);
  • ci vuole un bel colpo di stato (dichiarazione seguita, giuro, da un preventivo step-by-step).

Magari il tipo non è sempre stato così. Magari i suoi discorsi fumosi q.b. avrebbero portato a qualcosa di diverso, anche se dopo l’incidente della battuta avevo già indagato con la “comitiva del mare” (esistevano ancora le lettere!), e scoperto che il Nostro aveva guai con la giustizia (poi rientrati), e delle simpatie politiche che, per intenderci, prevedevano pose da giuramento degli Orazi… Alla luce di ciò che ho letto ieri, mi è difficile non pensare che questo qui era, diciamo, un caso perso già allora. Così vedo sotto altri occhi quella reazione inconsulta davanti alla mia battuta, così poco normativa per una pulzella da corteggiare alla vecchia maniera.

Non è la prima volta che mi succede, di spiegarmi il passato con informazioni che arrivano a distanza di decenni. Il precedente più triste riguarda una compagna di università che mi lasciò sola a fare una presentazione che avevamo scritto insieme, dividendoci le diapositive da esporre in classe. Solo anni dopo, a una rimpatriata, scoprii che la poveraccia, proprio in quel periodo, era invischiata in una relazione violenta: forse il giorno della presentazione non aveva davvero le forze per presentarsi in classe.

La vita è una narrazione che abbiamo ricavato da informazioni parziali, anche nel senso di “un po’ di parte”. Capire i perché delle cose non è risolutivo, ma aiuta. Ci permette di scoprire come sarebbe andata se avessimo interpretato lo stesso fatto in modo diverso. Non ottimistico, o positivo a tutti i costi: diverso.

E voi, avete un episodio fumoso che vi ha cambiato la vita, o almeno la media universitaria? Potete giurarci, che le cose siano andate proprio come ve le raccontate?

Pensateci un po’, e se vi va fatemi sapere.

(Dell’estate col tipo “peculiare” mi è rimasta questa bella canzone, che mi ispirò il titolo per il mio primo romanzo!)